STUDI CLINICI CONTROLLATI: ORTODOSSIA vs ERESIA

L’epidemiologia è costruita sulla storia di esperimenti convincenti. Abbiamo bisogno di migliorare l’uso degli studi controllati randomizzati come base per la conoscenza translazionale nel campo della salute pubblica.

La centralità dell’evidenza basata sulla randomizzazione è fermamente stabilita per la valutazione degli interventi sanitari e la loro applicazione nella medicina clinica.

Tuttavia, ogni clinico (e ogni operatore della sanità pubblica) sa bene che c’è molto di più dell’evidenza che può scaturire dai pur preziosi studi controllati randomizzati (per quanto si possa migliorarli – ndr).

In questo, come in altri campi della scienza, in una corretta interpretazione del metodo improntato alla complessità, la contrapposizione tra ortodossia e eresia – secondo altri, tra riduzionismo e complessità stessa – è solo apparente e in ogni caso deve essere superata.

A.F.

riflessione a un commento di:

Richard Horton, The Lancet, Vol. 391, n. 10121, pag.643, Febr.17-23, 2018

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